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06 - La barista tettona mi fa una sega spagnola

La barista tettona mi fa una sega spagnola

 

La barista tettona mi fa una sega spagnola - I racconti erotici di Sexy Cupido.

barista tettona

Grazie alla barista tettona, entrare nel bar sotto casa la mattina immaginando una sega spagnola è come risvegliarsi in paradiso.

Anche se sei triste e abbattuto perché la squadra del cuore ha perso, il lunedì inizi bene la settimana. Entri nel bar di Luisa e tutto cambia nella tua vita. 

Luisa è la barista tettona proprietaria dell'attività. 

Io credo lo faccia apposta a mettersi ogni giorno qualcosa di altamente scollato, che mostri per bene quanto sono voluminose e sodi i suoi cocomeri rossi. 

Non ho mai visto i suoi capezzoli, ma dal momento che ha una capigliatura rosso fuoco naturale e tante lentiggini meravigliose che coprono il viso chiaro, deve avere dei capezzoli rossi come il fuoco.

 

Il fatto che sia single attira ancora di più i maschi. 

E lei è single per scelta o forse per interesse economico. 

Ha capito bene come far girare i clienti nel suo bar Luisa. 

I caffè scorrono a fiumi a qualsiasi ora del giorno e della notte. 

Quella sera rientravo dal turno di lavoro ed ero ancora in tuta da lavoro, non mi andava di rientrare subito a casa e sono passato da Luisa per un aperitivo.

 

'Ciao Luisa!'

 

'Buonasera Berto.'

 

'Mi prepari un aperitivo per favore?'

 

'Per te questo e altro Berto.'

luisa tettona

Quelle parole mi colsero impreparato. 

Luisa non si era mai rivolto a me così. 

Ma non ci feci caso più di tanto, so di essere un bell'uomo e anche al lavoro le colleghe dell'amministrazione mi gironzolano sempre intorno. 

Gustavo il mio aperitivo, Luisa si avvicina poggiando gli avambracci sul bancone e le tette semi scoperte in bella mostra

Guardo prima lei negli occhi per "decenza" e poi un rapido sguardo a quelle tettone che così

da vicino non avevo mai avuto il piacere di vedere.

 

'Berto...'

 

Esordì un po' impacciata 

 

'Ho la lavabicchieri sul retro che non funziona. Questo pomeriggio si è inceppata. E' una di quelle che fate voi in fabbrica, potresti darci un'occhiata?'

 

'Vediamo.'

 

Risposi ed entrai nel retro del bar, dove non vidi alcuna lavabicchieri.

 

'Dov'è la lavabicchieri Luisa?'

 

Lei chiuse la porta e portandosi davanti a me, rispose: 

 

'Qui'

 

Aperse la camicetta e tirò fuori le tette una ad una facendo scavalcare loro le coppe del reggiseno. Un fremito mi colse al centro della tuta da lavoro. 

Come immaginavo i capezzoli sono rossi come il fuoco e le tettone chiare come tutta la sua pelle. Tutto intorno piccole lentiggini ricoprivano la pelle e mi facevano attizzare il cazzo nella tuta da operaio.

 

'Luisa... che spettacolo...'

 

Sorridendomi si è avvicinata alla patta della tuta e l'ha tirato fuori ormai duro. 

Io ho sussultato quando si è messa il cazzo tra le tette rosso fuoco. 

Con le dita ho toccato i capezzoli attizzati e il cazzo si è arrapato ancora di più. 

Luisa la barista tettona ha stretto

i cocomeri intorno al mio cazzo e strofinando su e giù ha scacciato tutti i miei problemi.

 

'Oh! Oh! Uh! Ah! Luisa... Luisa...'

 

Ero come in trance. 

Ora potevo confermare a me stesso che Luisa la barista tettona aveva delle tette straordinarie

Mi stava facendo una sega spagnola sul retro. 

Godevo e godevo. 

Della stanchezza accumulata nelle 10 ore di lavoro in fabbrica non c'era più traccia. 

Vedevo solo il mio cazzo affogare tra le tettone rosse di Luisa la barista.

 

'Ti piace?'

 

'Senza parole Luisa... Oh! Senza parole... Uh!'

 

E proseguì nel farmi la sega spagnola con più energia, fino a farmi vibrare di passione erotica tutto il corpo, fino a farmi eruttare come l'Etna visto in TV.

 

'Luisa... Oh! Luisa... OOOOHHH! Oooh! UUuh! Uugh!!'

 

Ho gettato tutto lo sperma sulle sue tette rosse, ho cosparso i capezzoli rossi di sborra e senza riuscire a fermarmi le ho buttato il cazzo in bocca.

Anche al termine non ne ha voluto sapere di tornare a riposo, è rimasto duro. 

Luisa si è ricomposta, è uscita sul davanti ed è andata a chiudere il bar.

Poi è tornata da me e, togliendosi la gonna, ha posato una gamba sul tavolo chiedendomi di entrale dentro la figa rossa. 

L'ho fatta urlare per non so quanto. 

Il cellulare ha squillato a lungo, mia moglie voleva sapere dove fossi finito

Io ero sotto di lei che mi scopavo la barista tettona nel suo bar.

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