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07 - La mia collega lesbica vuole essere messa incinta

Collega Lesbica Incinta

 

La mia collega lesbica vuole essere messa incinta - Racconti erotici di Sexy Cupido

Collega lesbica incinta

Ho sempre avuto un debole per la mia collega lesbica di lavoro, quella carina dai capelli castano chiari ondulati che lavora all'ufficio risorse umane. 

Quegli occhi da cerbiatta grigio azzurri sempre cosÏ luminosi... 

Ogni volta che potevo facevo un salto da lei per scambiare quattro chiacchiere. 

Lei aveva capito le mie intenzioni e un giorno durante la pausa di metà mattinata mi ha confidato il suo segreto.

 

'Ludovico, io sono lesbica. Ho una compagna fissa da 5 anni e stiamo molto bene insieme.'

 

Per me fu uno schiaffo in faccia e al cuore. 

Si, sono sposato, ma lei... lei mi attirava e non potevo farne a meno.

 

Dopo quel dialogo le cose sono cambiate. 

La nostra relazione divenne più intima, da amici veri

Mi confidava molte cose di lei e io di me. 

Nei mesi successivi ci siamo concessi un paio di uscite come amici. 

Giusto un paio d'ore per volta per rinsaldare il nostro rapporto, che in fondo ci piaceva molto. 

Non solo a me, anche a lei faceva piacere la mia presenza.

 

 

La mia collega lesbica vuole essere messa incinta

 

Quella mattina eravamo al bar aziendale.

Io bevevo il solito succo al mirtillo e lei il caffè. 

Non dimenticherò mai quel momento.

 

'Sai Ludovico... Io e la mia compagna vorremmo avere un figlio... Solo che non abbiamo i soldi per l'inseminazione artificiale. Costa molto, qui in Italia come all'estero.'

 

Io non sapevo che rispondere ma lei aveva già preparato tutto il discorso.

 

'La mia compagna è d'accordo, ne abbiamo già parlato. Per lei andrebbe bene se io mi lasciassi mettere incinta da un uomo...'

 

Il succo al mirtillo quasi mi andava di traverso.

 

'… e ... Ludovico, io avrei pensato a te...'

 

Il succo mi andò di traverso e tossii per non so quanto tempo. 

Mi serviva su di un piatto d'argento una scopata con lei. 

Quello che avevo sempre desiderato. 

Ripreso il colorito normale, la portai all'esterno e in poche parole le dissi semplicemente di si. 

Ma la mia amica – collega lesbica la mia risposta già la conosceva...

collega lesbica

Il fine settimana non si poteva per via dei miei impegni familiari. 

Decidemmo di farlo al termine dell'orario di lavoro il giovedì della settimana successiva, perché sarei stato più libero.

 

 

Scopata con la mia collega lesbica

 

Ho atteso quel giovedì come pochi altri giorni nella mia vita e quando è arrivato, ero eccitato come quando ho fatto sesso la prima volta a scuola.

 

Fare sesso con una collega lesbica non mi era mai capitato, doverla addirittura mettere incinta... Avevo l'affare pieno da giorni e sempre costantemente gonfio di voglia, tanta voglia di lei.

 

Ero sotto casa sua in attesa che rispondesse al citofono: 

 

'Ciao! Sono Ludovico.'

 

'Sali.'

 

Ad attendermi anche la sua compagna. 

Ho pensato che forse volessero fare una cosa a tre. 

Invece dopo i saluti e le conoscenze, lei ci ha lasciati soli. 

Io e la mia collega abbiamo ritrovato la nostra intimità dei dialoghi. 

Seduti uno accanto all'altro sul divano abbiamo parlato di tutto tranne di quello che si doveva fare. Così sarebbe stato più bello. 

Scivolai con la mano lungo il fianco e la portai a me per baciarla. 

Lei lasciò fare e la baciai infilando subito la lingua. 

In seguito passai a baciarle il collo, lei era evidentemente accaldata ed eccitata. 

Si lasciò denudare il petto, la lasciai in reggiseno.

 

'Andiamo in camera da letto.'

 

'Va bene.'

 

Mi condusse nella loro camera da letto. 

Ci spogliammo e ci buttammo sul letto. 

Lei era impacciata. 

Il cazzo non lo vedeva da anni. 

Solo da adolescente aveva provato quello del cugino, non le era piaciuto e preferì continuare a strofinare la figa contro quella delle amiche.

 

La rassicurai e poi entrai nella posizione del missionario. 

Lei si strinse a me facendomi male a un braccio. 

Le ficcai il cazzo nella figa lesbica piano ma con tanto vigore e tanta passione. 

Volevo fotterla da tanto tempo e ora finalmente le stavo nella vagina con il cazzo arrapatissimo. 

Le guardavo gli occhi grigio azzurri, le labbra spalancate e ansimanti e la punta del cazzo che faceva dentro e fuori.

 

'Ah! Ah! Ah! Mi piace Ludovico. Ah! Non credevo. Oh! Sei bravo. Oh! Ah! Si. Continua. Affonda. Affonda.'

 

Ed io ho affondato il cazzo dentro la mia collega lesbica

Senza profilattico è stato unico sentire la pelle del mio pene strofinare dentro di lei. 

Strofinata dopo strofinata, scendendo sempre più a fondo e facendola gridare come forse non aveva mai fatto prima, ho scoperto quanto la volevo.

 

'Affonda! Oh! Affonda! Si! Si! Affonda. Di più! Ne voglio di più!'

 

Le ho dato tutto. 

Tutto il cazzo che voleva. 

Fino in fondo. 

Sono entrato senza lasciare un solo millimetro fuori. 

Lei si è aggrappata a me più di prima, mi ha graffiato, affondato le unghie nelle spalle. 

Incurante di tutto, ho lasciato che facesse. 

Ero troppo preso dalla sua figa, dalla sua voglia di essere scopata da me. 

Lei non voleva solo avere un figlio, lei voleva proprio scopare con me.

E questo mi rendeva felice, perché io lo volevo come lei.

 

Mi ha preso il volto tra le mani e guardandomi negli occhi ha gridato accelerando sempre più. E più io entravo veloce e forte, più lei accelerava i suoi strilli di piacere.

 

'Ah! Ah! Ah! SÏ! SÏ! Oh! Ah! Ah! Ah!'

 

La spalliera del letto batteva irrefrenabile contro il muro.

 

Bum. Bum. Bum. Bum. Bum.

 

'Vengo! Ti metto incinta! Uh! Ti metto incinta! Vengo!'

 

'SÏ! Mettimi incinta! Si! Ah! Ah! Di più!'

 

'OOOOOH! OOOH! UUGRRHH!'

 

Sono venuto dentro la mia collega lesbica esplodendo in un orgasmo desiderato da anni. 

Le ho gettato tanto di quello sperma che forse ne avremmo potuto fare

quattro di figli insieme. 

Rimasi dentro a lungo, baciandola e stringendole il seno tra le labbra.

 

Per alcune ore restammo nel letto abbracciati a dialogare, come due partner di lunga data.

 

In seguito mi fece sapere che non era rimasta incinta. 

Ne fui contentissimo, perché cosÏ organizzammo un altro giovedì pomeriggio e potei farla impazzire di piacere una seconda volta.

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