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11 - Mia cognata è una gatta in calore

Mia cognata è una gatta in calore – Racconti erotici di Sexy Cupido

 

Come scoppia il caldo primaverile così scoppiano gli ardori sessuali e quelli della sorella di mia moglie (la cognata gatta in calore) sono davvero impressionanti. 

Semplicemente mia cognata è una gatta in calore a primavera. 

Mia cognata è una gatta in caloreAppena può allarga le gambe e lascia entrare il cazzo. 

L'importante che lui abbia i soldi per portarla in giro per ristoranti, cinema e teatro e poi via a fare sesso. 

Come non bastasse racconta tutte le sue avventure sessuali a mia moglie, la sorella, e poi lei li riferisce a me.

 

'Tesoro facciamolo qui. Tesoro facciamolo anche noi là...'

 

Non ha capito, mia moglie, che aspettavo solo il momento giusto per farlo con sua sorella nel posto qui e nel posto là. 

E così è capitato una domenica nella villa al mare dei suoceri. 

Non ho resistito più. 

Sapevo che avremmo pranzato nella casa al mare da oltre una settimana e per l'occasione mi sono astenuto da mia moglie e dai solitari, con la scusa che avevo una infiammazione alle vie urinarie che mi provocava dolore.

 

Quella domenica ero sicuro ci sarebbe stata anche lei perché il marito è rimasto in città e non è partito come al solito. 

Lui lo sa che la moglie si prende le sue libertà durante la settimana, quando lui è in giro per l'Europa a lavorare. 

E da quando l'ha scoperto si è preso anche lui le sue libertà in giro per l'Europa, collezionando vagine in quasi tutti e 27 gli stati della UE.

 

Mia moglie mi dice che poi quando si vedono, mentre scopano, mia cognata e il marito, si raccontano gli amplessi extraconiugali vissuti. 

Quando a lui non sta bene uno, la punisce con doppia razione di cazzo nel culo: il suo più il dildo americano.

Mia moglie è diventata gelosa di loro e non so cosa gli passasse per la testa. 

Io avevo deciso di scoparmi la sorella.

Nella lista di mia cognata sarei stato soltanto il centesimo e poi si è già scopata l'altro cognato. Questo lo so perché li ho visti io e con questo ricatto mia cognata ha fatto la gatta in calore anche con me.

 

Il cazzo nella figa di mia cognata la gatta in calore

 

L'occasione buona è avvenuta al termine del pranzo quando tutti sono andati a riposare o a fare una passeggiata al mare. 

Mia moglie è andata in spiaggia a riposare sotto l'ombrellone con la sedia sdraio. 

Mia cognata è rimasta in casa come al solito a chattare su facebook e WhatsApp. 

Il marito era fuori uso già da un po': aveva mangiato tanto come al solito.

gatta in calore

Via WahtsApp le mando questo messaggio: "Ti ricordi quando ti sei fatta mettere il cazzo nel culo da Aldo a casa tua, il giorno del compleanno di tuo marito? 

Ti facesti poi sborrare sulle tette cospargendole tutte con lo sperma di tuo cognato. 

Gli dicesti che ti era piaciuto tantissimo il suo cazzo e che lo volevi ancora."

 

Io ero nella stessa stanza, seduto dall'altra parte.

Sbiancò, alzò lo sguardo e mi guardò impaurita. 

Quella non la sapeva nessuno e nessuno la doveva sapere. 

Altrimenti... lei rispose: 

 

"Cosa vuoi in cambio del silenzio."

 

Ed io: 

 

"Vuoi vedere come ha rimodernato la cantina tuo padre?"

 

Scendemmo rapidi nella cantina della villa al mare. 

Mentre le dissi di mettersi completamente nuda, lei mi guardava con odio. 

Il marito della sorella preferita non voleva farselo. 

Quello dell'altra sì, perché gli aveva rubato il ragazzo in gioventù.

 

'Sei un bastardo.'

 

'No, semplicemente arrapato e curioso di conoscere anche io la tua figa. Mia moglie mi racconta tutto quello che le dici e voglio provare di persona.'

 

Le ho chiesto di succhiarmelo tutto ponendosi in ginocchio a gambe divaricate, in modo che potesse trastullarsi il clitoride. 

Ho buttato il cazzo in gola a mia cognata, come con facevo con la sorella dai tempi del fidanzamento.

 

Piaceva anche a mia cognata il mio cazzo. 

L'unico tabù era che fossi il marito della sorella preferita, altrimenti mi avrebbe concesso la figa

già da tempo. 

L'ho presa in braccio per spiaccicarla al muro con la schiena nuda. Lei si è aggrappata ai sostegni dei salami appesi a maturare.

Con la destra le ho messo il cazzo nella figa. Mi guardava intensamente negli occhi mentre lo inserivo, a bocca aperta ha goduto. 

Silenziosamente mi ha dato un bacio con la lingua facendola scendere fino alla mia gola. 

 

'Lo sapevo che lo volevi.'

 

'Sì! Sì! Sì!' 

 

Non ha detto altro tutto il tempo, solo sì. 

Anche quando ci siamo seduti sulla vecchia sedia di legno. 

Sopra di me ha galoppato volentieri.

Le ho preso le poppe abbondanti tra le mani per assaggiare i capezzoli uno a uno. 

Ho preso a morsi i lati di quei seni così grandi e morbidi.

Lei e la sorella hanno in comune un seno immensamente bello.

 

'Ti piace il cazzo di tuo cognato vero?'

 

'Sì! Sì! Sì!'

 

Mi guardava negli occhi intensamente. 

Ho continuato a mangiarmi le tette mentre lei incessante mi saliva e scendeva sul cazzo vogliosa di farlo.

 

Senza farla uscire ho preso mia cognata per le gambe ed ho poggiato i suoi glutei sul tavolo dove mio suocero prepara i salami. 

Lei ha aggrovigliato le gambe intorno ai glutei ed ha intrecciato le braccia dietro il mio collo. 

Mi baciava e mi guardava negli occhi. 

Io la penetravo irrefrenabile. 

Attendevo quel momento da 7 anni.

 

'Sì! Sì! Sì!' 

Ripeteva dolce e come di chi ha sempre bisogno di tenere la figa impegnata.

 

Verso il culmine dell'amplesso, ho preso a morsi le sue spalle lasciandole dei segni ben evidenti. Lei mi ha mollato uno schiaffo forte e poi un secondo e poi...

 

'Sì! Sì! Sì!'

 

'Oh! Oh! OOHH!'

 

L'ho stretta forte a me ed ho urlato forte. 

La cantina è ben insonorizzata, l'avevo testata più volte in passato con mia moglie.

 

Ho sborrato violento nella vagina di mia cognata. Incontenibile le sono venuto dentro. Un piede del tavolo si è piegato sotto i colpi del mio

cazzo nella gatta in calore di mia cognata

 

Mi ha accarezzato, mi ha abbracciato mentre le venivo dentro. 

Ho riempito di sborra calda la vagina di mia cognata e da allora il nostro rapporto non è stato più lo stesso. 

Da allora, ogni quindici giorni, c'incontriamo nella cantina della villa a mare di famiglia, dove io

le inondo la vagina.

 

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